I vini dell’Etna
8 August 2018

I vini dell’Etna

Storia di un successo recente, ma radicato nel tempo

Dei Vini dell’Etna in questi ultimi anni se ne parla in tutti i modi: elogiato, vincitore di premi e riconoscimenti a livello mondiale. I Vini dell’Etna sono oggi uno dei trend che va per la maggiore, in Sicilia come in Italia e all’estero.

Ma cosa ha reso i Vini dell’Etna così famosi ed appetibili, da far venire la saliva alla bocca al solo immaginare di degustarlo?

La risposta a questa domanda, come un po’ tutto in Sicilia, parte da molto lontano nel tempo.

Dall’Età del Bronzo al Medio Evo

Vino dell'Etna

Si dice siano stati i Greci a portare in Sicilia la coltivazione della vite. Eppure già resti risalenti ai Fenici e ad alcune popolazioni ancora precedenti, suggeriscono perlomeno l’esistenza della pianta sul territorio prima dei Greci stessi.

Quello che però i Greci fecero fu importare alcune novità e innovazioni. Introdussero la potatura, la selezione varietale e la coltura ad alberello, oltre ad innestare varietà di vitigni originali della loro madrepatria.

I Romani poi resero il vino uno dei prodotti d’eccellenza del loro Impero. Si dice addirittura che il Mamertino fosse il vino preferito da Giulio Cesare.

Nel Medio Evo la produzione vitivinicola conobbe un periodo di crisi, almeno fino alla dominazione degli Arabi in Sicilia. Ma con gli Aragonesi prima, e soprattutto con i Borbone poi il vino siciliano tornò ad arricchire le tavole imbandite del Vecchio e Nuovo Mondo. Fu infatti alla fine del ‘700 che nacquero le prime grandi Cantine siciliane, i Florio su tutti.

Post Fillossera

Rossobrillo e Biancopiglio di Emilio Sciacca Etna Wine, sullo sfondo l’Etna.

Poi a metà ‘800 arrivò il cosiddetto “flagello del vino”, la Fillossera. Un insetto americano che distrusse quasi l’80% dei vitigni di tutta Europa. Le consequenze furono disastrose, con un’agricoltura vitivinicola che riprese a vivere solo a metà dello scorso secolo.

E qui arriviamo finalmente ai nostri Vini Dell’Etna!

Grazie anche alle temperature e alla posizione, alcuni vigneti Etnei riuscirono a sopravvivere all’epidemia di Fillossera. Ma i ivini dell’Etna, in un periodo in cui i vini siciliani forti e corposi servivano soprattutto per tagliare i grandi vini del Nord, non riusciva ad essere apprezzato.

Ma dalla fine degli anni ’90, le cose hanno iniziato a cambiare. Grazie a nuovi investitori siciliani, italiani ed esteri, i vini siciliani tornano ad essere appetibili. E allora non va più bene solo il Nero d’Avola, che prima spadroneggiava. Si cercano nuovi sapori, più in linea con i grandi vitigni internazionali.

Ed ecco dove nasce la recente fortuna del Vino dell’Etna! Il Nerello Mascalese o Cappuccio, si presenta con quelle caratteristiche di eleganza e delicatezza che sono caratteristiche dei più grandi rossi. Il Carricante é un vitigno bianco autoctono che nelle sue migliori sfaccettature non sfigura persino con i grandi Riesling tedeschi. Questi due varietali danno vita all’Etna DOC, la prima in Sicilia, e oggi sono la fortuna di quasi 150 cantine sulle pendici del nostro vulcano.

Emilio Sciacca Etna Wine produce vini Etna DOC naturali, provenienti da uve autoctone del Vulcano. Ve li presentiamo:

  • Rossobrillo: un Etna DOC nato da giovani vigne di Nerello Mascalese, dal carattere gioviale
  • Biancopiglio: Etna DOC bianco, da antiche vigne di Carricante, Cataratto, Grecanico e Coda di volpe, espressione storica di un antico territorio
  • Neromagno: un vino profondo, aderente alla tradizione, che si distingue dal rossobrillo nelle tecniche di affinamento.

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