La festa di Sant’Agata
21 January 2019

La festa di Sant’Agata

La festa di Sant’Agata a Catania: storia, devozione, folklore

Manca poco ormai per la festa più attesa dai Catanesi, la festa di Sant’Agata: la terza festa religiosa più importante e più popolata al mondo.

Tutti gli anni a Catania la Festa si svolge dal 3 al 5 febbraio, il 12 Febbraio in occasione dell’ottava, e il 17 agosto. La ricorrenza di Febbraio è sicuramente la più importante, dal momento che ricorda il martirio della giovane Agata, avvenuto il 5 febbraio 251 d.C.

Per noi catanesi non si tratta di una semplice festa patronale tra le tante, di una semplice ricorrenza popolare annuale… sia per i devoti, sia per i semplici spettatori, la Festa di Sant’Agata è qualcosa di unico, di memorabile. Catania si “ferma” per 3 giorni, per dedicarsi interamente alla sua Santa Patrona. E per chi non può recarsi al centro storico per seguire dall’inizio la celebrazione, non mancano le dirette TV locali, 24 ore su 24 che seguono i devoti e il percorso della Santa.

Fercolo Sant'Agata
Sant’Agata

Passano gli anni, infatti, ma l’importanza che i Catanesi attribuiscono alla Festa in onore di Sant’Agata, non passa mai e non viene mai data per scontata. Al contrario, ad ogni anno che passa, i devoti cercano di apportare migliorie e cambiamenti: una candelora più grande, un fioretto più significativo, dei doni diversi.

Per la sua atmosfera folkloristica, che va tra il sacro e il profano, e per la sua importanza a livello mondiale, la Festa di Sant’Agata ogni anno attira migliaia di visitatori da tutta la Sicilia, da tutta Italia, ma anche da tutto il mondo!

Origini della Festa di Sant’Agata

Agata era una giovane donna patrizia che visse nel III secolo. Dal momento che faceva parte di una famiglia aristocratica, il governatore romano Quinziano decise di volerla sposare. Agata, tuttavia, era molto religiosa e aveva consacrato la sua vita al Cristianesimo. Dopo una serie di rifiuti, Agata decise di fuggire da Catania e di recarsi a Palermo per sfuggire a Quinziano; tuttavia il governatore romano riuscì a trovarla. All’ennesimo rifiuto della giovane, Quinziano la fece perseguitare, in quanto cristiana, la fece torturare e marterizzare. Agata morì il 5 febbraio, ma prima della sua morte subì numerose violenze. Secondo la leggenda popolare, le furono estirpate entrambi i seni, che tuttavia le ricrebbero grazie ad un miracolo.  Da qui, la tradizione delle minnuzze di Sant’Agata, che altro non sono che le cassatelle siciliane, dolci alla ricotta tipici del periodo agatino.

Secondo la tradizione, i Catanesi cominciarono a venerare Agata fin dall’anno successivo la sua morte: da ciò si evince che le origini di questa Festa sono davvero antichissime.

La festa di Sant’Agata oggi: tra candelore e dolci tipici

I grandi festeggiamenti in onore di Sant’Agata vengono aperti in data 3 Febbraio, in occasione della ricorrenza della Carrozza del Senato. Dal 3 al 6 Febbraio la città di Catania è in festa: musica, colori, cere, luci, gioia, devozione, folklore, commozione e tantissima gente attorno alla Santa Patrona si riuniscono, in un clima inconfondibile che noi Catanesi conosciamo bene e che non cambieremo per nulla al mondo.

La giornata del 3 Febbraio, dopo la sfilata della Carrozza settecentesca per tutto il centro storico, si conclude con i magnifici fuochi pirotecnici in Piazza Duomo, che danno spettacolo durante la serata: una tradizione a cui noi Catanesi non sappiamo rinunciare, anche se questo significa doversi accodare in Piazza anche diverse ore prima, pur di godersi appieno la magia dei fuochi.

Fuochi Piazza Duomo
Fuochi di Sant’Agata in Piazza Duomo

Giorno 4 finalmente i tutti i devoti, che indossano il sacco tradizionale, e i cittadini possono incontrare la Santa, già dalle prime ore del mattino. Il fercolo che contiene le Sacre Reliquie della Patrona catanese, viene portato per le vie del centro storico, in un percorso che rappresenta il martirio della Santa.

Il 5 Febbraio si ha il momento più atteso e, forse in parte anche un po’ il più temuto, di tutta la Festa: la salita di San Giuliano. Il fercolo viene portato dai devoti, lungo questa via, caratteristica per essere molto ripida. A seconda di come viene superato questa “prova di coraggio”, essa può indicare un buon auspicio per l’anno corrente.

Giorno 6 infine, il fercolo giunge in Via Crociferi, dove le suore di Clausura della Chiesa di San Benedetto, omaggiano la Santa con i loro canti.

Tutte le feste a Catania sono contornate da dolci tipici e non poteva essere altrimenti per la Festa più importante dei Catanesi!

Le minnuzze di Sant’Agata

Oltre alle già citate minnuzze di Sant’Agata, durante il periodo agatino si è soliti gustare del buon torrone alle nocciole, o le tipiche olivette di Sant’Agata, dolci di pasta di mandorla dal colore verde, che ricordono proprio delle olive. Secondo la tradizione, durante la sua fuga da Quinziano, di fronte ad Agata comparse per miracolo un maestoso albero di ulivo: oggi questo miracolo viene omaggiato, infatti, con le olivette di Sant’Agata.

La Festa di Sant’Agata è una di quelle manifestazioni che vale la pena conoscere e ammirare dal vivo, almeno una volta nella vita.

Per vivere appieno la magia di questa Festa, di importanza mondiale, con tutte le sue sfaccettature, tra devozione e modernità, tra dolci e allegria, contattateci per dei servizi di transfer da e verso Catania.

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